Vaccini. Un’apartheid globalizzata

L’e-ditoriale di ErrareUmano

Esiste un modo veloce ed efficace per capire quanto l’umanità sia diseguale? C’è modo di capire dove si annida la povertà sul nostro pianeta? Con l’avvento della pandemia che ha colpito tutto il mondo potremmo rendercene conto con più facilità.

Secondo un articolo pubblicato su Nature una parte del mondo che non si è vaccinata. Non perché non lo voglia, sia ben chiaro, ma perché è impossibile per alcuni paesi del sud del mondo procurarsi i vaccini. A metà settembre del 2021 meno dell’1% della popolazione mondiale con un basso reddito è stata vaccinata.

Divario della protezione vaccinale in base al reddito dei paesi. (fonte Nature)

Ci troviamo in un momento di transizione, la maggior parte della popolazione del nord del mondo è vaccinata e alcuni paesi, come il nostro, sono pronti a una terza dose. Gli hub vaccinali a breve verranno dismessi eppure sembra non esserci la volontà di affrontare l’immunizzazione dal virus in modo globale.

Secondo l’OMS tutto potrebbe risolversi dando la possibilità alle varie nazioni di poter produrre i vaccini per poter soddisfare la domanda interna. Considerando che la ricerca è stata finanziata a fondo perduto da governi, privati e fondi di ogni genere e che le grandi aziende produttrici dei flaconi continuano a vendere i vaccini ai paesi ricchi continuando a fare profitti stratosferici a regimi fiscali, quelli sì, da sud del mondo (Articolo Oxfam, Emergency, Avvenire), sarebbe il caso, dopo due anni di pandemia, di poter mettere a disposizione dell’umanità i brevetti e il know-how che permetta di produrre le dosi in autonomia e non con iniziative che rasentano la carità.

Quindi abbiamo pagato per scoprire un vaccino. Abbiamo comprato quello che è stato scoperto per usarlo. Hanno guadagnato a sufficienza per non andare in malora facendoci pagare due volte la stessa cosa, ma continuano a non voler mettere a disposizione a costi sostenibili qualcosa che hanno ottenuto con pochissimo rischio d’investimento.

Le aziende del sud del mondo potrebbero produrre i vaccini pagando le royalties alle case farmaceutiche che li hanno scoperti. Intanto dal New York Times esce fuori la notizia che dosi di vaccino prodotte in Olanda vengono imbottigliate in Sud Africa e poi esportate di nuovo in Europa. Le solite distorsioni del capitalismo che cerca di risparmiare i costi di produzione sfruttando mano d’opera a basso costo ma impegnando mezzi sproporzionati e affrontando rischi inutili.

Secondo il professore Andrea Roventini nell’articolo scritto per Il Mulino, tutto potrebbe risolversi sospendendo i brevetti. Considerando l’eccezionalità e lo stato di emergenza in cui ci troviamo da due anni a questa parte, sembrerebbe una soluzione di buon senso.

Articolo di Francesco PennaNera
Editing Annarita Noschese
Copy editing Francesco Di Concilio

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