All’ombra dell’occhio del potere è la collaborazione a prevalere

Non si può dire che sia semplice dar sfogo alle proteste se ci si trova in Cina. Le migliaia di telecamere di sorveglianza e la Muraglia del “Great Firewall of China” ha dato prova della sua pervasività ed efficacia nei confronti di chi dissente (ne abbiamo parlato nel Bollettino Errante n.5).

Però ad Hong Kong le proteste si sono protratte per molto tempo e le autorità hanno avuto difficoltà a capire i movimenti dei gruppi in protesta. Qualcuno potrebbe dire che è impossibile sfuggire alla censura e ai black-out continui di internet per ostacolare la diffusione delle notizie, eppure in una delle regioni asiatiche più densamente popolate del pianeta, le cose sono andate diversamente. Ciò che è successo in diverse parti del pianeta (Libano, Iraq, Colombia, Cile, Algeria, Egitto) si è ripetuto nelle medesime condizioni. L’aumento delle proteste è coinciso con l’oscuramento dei social, l’impossibilità di usare app di chat come whatsapp, WeChat per i cinesi, o con il completo spegnimento della rete internet. Allora come hanno fatto i cittadini di Hong Kong a coordinarsi e a darsi man forte contro lo strapotere delle forze dell’ordine e delle autorità filo cinesi?

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Mondi in fermento

Editoriale novembre 2019

Siamo agli sgoccioli del 2019 e troppe cose sono successe (e succedono ancora) che non hanno avuto il rilievo che meriterebbero. Molte parti del mondo sono in fermento e lo sono dal 2008, dall’inizio della crisi economica che ha innescato la corsa ai ripari della politica economica mondiale.

Imperativo categorico è diventato tagliare i costi, spendere poco, smantellare il welfare in piccoli pezzi oppure far credere che la crisi sia dovuta alla spesa pubblica. Le élites del mondo non ne hanno risentito minimamente, hanno continuato a concentrare il potere e le ricchezze, a imbottire di regole e leggi qualsiasi aspetto dell’economia o della vita sociale al tal punto che l’iniziativa individuale è stata seppellita da una pantagruelica mole di burocrazia.

Perché tutti lo sanno, per uno che ricco già lo è, è semplice scavalcare un cavillo burocratico con le giuste conoscenze, ma per un “piccolo” diventa l’ostacolo insormontabile.

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