La Gilda delle Mercantesse – Parte 3 di 4

La carta animata.

sma era una città animata e coinvolgente.
La Gilda decise di stabilirsi per qualche mese in un accampamento fuori le mura, mentre Tenakari e le sue figlie presero in affitto una piccola bottega non lontana da quella del cartaio dove poter svolgere insieme a lui esperimenti sulla cellulosa speciale.
Nella Gilda, tuttavia, serpeggiava il malcontento. Più di una mercantessa sospettava che Tenakari stesse facendo affari in privato tralasciando gli interessi del gruppo, ma ancora nessuna aveva azzardato ad accusarla pubblicamente per via dell’antico rispetto che provavano nei suoi confronti.
Ma fare affari da sole costituiva una grave violazione dei principi della Gilda, gli stessi principi che la mercantessa fondatrice aveva contribuito a stabilire perché nessuna prevalesse sulle altre.
Tenakari, così, fu convocata d’urgenza nella grande tenda del consiglio per fornire spiegazioni. Le mercantesse erano sedute in cerchio. Al centro c’era Tenakari con le piccole avvinghiate alle sue gambe.

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La Gilda delle Mercantesse

A Vaffambaffola story

Prequel

Un giorno, quando ancora regnava Pidaar, bussò alla porta della Taverna una ragazzina vestita con una specie di sacco di velluto viola cangiante, legato in vita con una corda di spago intrecciato. Era scalza e sporca, aveva le mani impastoiate di una melma scura che sembrava pece, le cui macchie non si tolsero nemmeno dopo numerosi e approfonditi lavaggi e le restarono sui palmi delle mani come le pezze del manto di una mucca di montagna.
Clodoveo del Luppolo, quando la vide sull’uscio, le domandò: – E tu chi sei? – La ragazzina rispose: – Mi chiamo Morgana, mescolo insieme le cose.
– Bene, – risposte l’oste senza fare altre domande – mi aiuterai a fare una birra decente.

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Capitolo 11.1 – I Natali del Re

Croache di Vaffambaffola - Capitolo 11

O di come si racconta che Pidaar sia nato e arrivato a Vaffambaffola

Dove eravamo rimasti: Cicciomede fa ritorno a Vaffambaffola per essere insignito del titolo di Sommo Poeta per l’opera svolta sotto il regno di Pidaar l’Eccelso, che ha preceduto l’avvento Repubblica. Dopo essere stato accolto a palazzo con quasi tutti gli onori del caso, sotto la guida, o meglio, sotto la dettatura di Mastro Tesia di Nido, Ministro delle Arti e dei Mestieri, comincia la nuova stesura della sua opera più celebre andata perduta, la Pidaarica Historia, che però non sembra coincidere troppo con l’originale…

elle antiche terre di Usma, sul monte Miedo, Mitri e Ghali, il Caldo e il Freddo, capostipiti degli dèi, si mescolarono tra loro provocando la tempesta più terribile che il mondo abbia mai conosciuto.
Dall’occhio del ciclone, oltre alla morte e alla devastazione, nacque Pidaar, “Colui che custodisce”.

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L’ultima scena – A Vaffambaffola story

(Un prequel travestito da spin-off)

ra una sera come tante, qui, alla Taverna.

Fumo di brace, odore di bruciato, imprecazioni provenienti da dietro il bancone, cori, accenni di risse. Forse appena più tranquilla delle altre sere, a dire il vero.

Clodoveo aveva scampanato per l’ultimo giro, “o la campana ve la suono in testa” aveva aggiunto, e prese a soffiare sui lumi per lasciare il posto al primo e timido chiarore dell’alba. Stava per spegnere le candele dell’insegna, quando qualcosa sbucò dalla boscaglia provocandogli un grosso spavento e, di conseguenza, provocandosi, il qualcosa intendo, un grosso occhio nero.

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Capitolo 10 – Di come si diventa immortali

Cronache di Vaffambaffola - Capitolo 10

Riassunto dei capitoli precedenti

C’è grande fermento a Vaffambaffola: il vecchio poeta di corte sotto il regno di Pidaar il Magnifico torna a casa dopo anni di esilio per essere insignito dell’alloro alla carriera dal governo dell’attuale Seriosissima Repubblica. Intanto, i contadini Frido e Lon, che lo hanno incontrato lungo il cammino ma non hanno idea di chi sia, ma si trovano coinvolti, loro malgrado, nella ricerca della sua opera omnia, che potrebbe svelare molti capitoli della storia di Vaffambaffola e delle cose strane che vi accadono negli ultimi anni.

Capitoli precedenti: clicca qui –

Cavoli e camomille.

Seriosissima Repubblica di Vaffambaffola e Limitrofe
IV di Seminato Anno 30 E.d.P. (Era di Pidaar)
Alla vecchia stazione di Posta.

Edgardo del Crisantemo se ne sta ad aspettare a bocca ed occhi spalancati, come un piccolo di condor spelacchiato e spigoloso che aspetta il ritorno del genitore condor per essere sfamato.

Frido esce dal casotto per attingere alle riserve del carretto e quello che trova e un ciuco smunto con il lungo muso ficcato tra la verdura di stagione.

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Capitolo 6 – Non tutte le strade portano…

Cronache di Vaffambaffola - Capitolo 6

Cronache di Vaffambaffola

ulla terminologia che riguarda l’alba abbiamo meno riserve rispetto al tramonto. Tutti i vari sinonimi – aurora, bruzzico, bruzzolo… – si riferiscono indiscriminatamente al chiarore, spesso variopinto, che precede la comparsa del disco solare all’orizzonte.

Sulla terminologia usata da Sigfrido del Laudano detto Sla per sottolineare tale evento è meglio che sorvoliamo, cercando, piuttosto, di comprendere le cause della sua violenta sonnolenza.

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Capitolo 4.2 – Morgana, alchimista

Cronache di Vaffambaffola - Capitolo 4.2

Cronache di Vaffambaffola

Capitolo 4.2 – Morgana, alchimista

ella parte più oscura della penombra che avvolge un corridoio lungo e stretto, su cui si aprivano delle porte numerate chiuse dall’interno, nel punto più lontano e tenebroso, ci sono delle scale che portano un piano più su.

E lì, sul pianerottolo in cima alle scale, illuminato dalla timida fiamma arancione di una candela di sego, un’altra porta. L’ultima.

Non porta, come le altre, una targa numerata.

Una targa c’è, ma sopra c’è inciso un nome: Morgana. E appena sotto, in carattere minuscolo alchimista.

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Capitolo 4.1 – Caro Diario

Cronache di Vaffambaffola - Capitolo 4.1

Cronache di Vaffambaffola

Capitolo 4.1 – Caro Diario

La risposta

io carissimo Cicciomede,

presumo, leggendo le tue parole, che è inutile ricordarti che ti trovi in grave pericolo.

Oltre alle solite raccomandazioni che rendono speciale il nostro rapporto, questa volta vorrei aggiungere delle osservazioni che, probabilmente, mi renderanno ancora più pedante ai tuoi occhi, ma, cosa ancor più probabile, avranno il buon effetto di salvarti la vita.

Quindi fai attenzione a quel che ti dico, non si sa mai.

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Capitolo 3.2 – Il poeta sul letto che scotta

Cronache di Vaffambaffola - Capitolo 3.2

Cronache di Vaffambaffola

Capitolo 3.2 – Il poeta sul letto che scotta

Parte II. Il poeta sul letto che scotta

Riassunto della prima parte:

Sla e Lon litigano per un misterioso manoscritto. Al palazzo di Pidaar, intanto, fervono i preparativi per un grande giorno. Alcune cose sono proprio quello che sembrano essere.

O no?…

 

 

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Capitolo 3.1 – Il poeta sul letto che scotta

Cronache di Vaffambaffola - Capitolo 3.1

Cronache di Vaffambaffola

Capitolo 3.1 – Il poeta sul letto che scotta

Parte I. Il poeta sul letto che scotta

Vaffambaffola, Terza di Seminato,

30 E.d.P. (Era di Pidaar).

Quella sera.

Preamboli

ul far del tramonto, in quel momento della giornata tra imbrunire e crepuscolo a cui meteorologhe e poeti non hanno ancora trovato un nome, se non i provvisori crepire o imbruscolo, Sla e Lon raggiungono il piccolo casale che sorge su un lembo piegato del loro fazzoletto di terra.

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