Allegoria ed Effetti del Buono e del Cattivo Governo

L’opera d’arte come atto politico

“Uno”

Ambrogio Lorenzetti, Allegoria ed Effetti del Buono e del Cattivo Governo, 1338-1339, Siena, Palazzo Pubblico, Sala del Consiglio dei Nove o della Pace.

L’uomo è un animale politico, dichiara Aristotele in apertura al suo trattato Τὰ πολιτικὰ (Tà politikà, ossia La Politica), dedicato all’amministrazione della polis. Un’affermazione che risale al IV secolo a.C., e che tuttavia è così semplice e lapidaria da risultare ancora oggi stupefacente. Per il celebre filosofo ogni azione umana è, inevitabilmente, un atto politico. Lo stesso vale per le arti, al cui insegnamento egli dedica un intero libro della sua opera:

È chiaro perciò che esiste una forma di educazione nella quale bisogna educare i figli non perché utile né perché necessaria, ma perché liberale e bella […] impareranno il disegno […] perché rende osservatori della bellezza del corpo. Cercare da ogni parte l’utile non s’addice affatto a uomini magnanimi e liberi.

Aristotele, La Politica, Libro VIII

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