Questo finirà, quando loro msmetteranno

Questo finirà, quando loro smetteranno

Migliaia di persone in queste ultime settimane hanno scioperato in Francia. Migliaia di loro sono d’accordo su una cosa. Non vogliono la nuova riforma delle pensioni promossa da Macron.

Oltre il 60% della popolazione appoggia chi sta protestando. Ma come fanno questi lavoratori a sopportare il peso di uno sciopero così lungo che sta proseguendo da dicembre? Stiamo parlando di quasi due stipendi e di migliaia di lavoratori che non hanno avuto la busta paga.

La risposta arriva dalle innumerevoli iniziative e donazioni locali e nazionali. Molti lavoratori hanno potuto usufruire delle sovvenzioni promosse da Info’Com-CGT, il ramo della Confédération générale du travail dei lavoratori dell’informazione e della comunicazione, che è riuscita a raccogliere più di 2 mln di euro per le casse sindacali di scopo.
Un esempio di come anche chi non può scioperare ha potuto partecipare simbolicamente aiutando quei lavoratori che possono farlo, delegando o meglio rafforzando uno sciopero che è diventato il più lungo della storia della Francia dal dopoguerra ad oggi.

Non solo operai

A far valere le proprie istanze non sono solo le classiche categorie del ‘900 operaio ma anche il settore della cultura francese e dei professionisti.
I lavoratori dell’Opéra di Parigi continuano a scioperare da un mese e mezzo organizzando concerti il sabato in appoggio a chi protesta contro la riforma delle pensioni.

Ad oggi sono stati cancellati una settantina di concerti all’Opéra mentre alla Comédie-Française sono saltati una trentina di spettacoli.

Al mondo dello spettacolo si associano anche pompieri, avvocati e medici lanciando a terra toghe, camici o facendo un sit-in sdraiati a terra in piazza.

Quello che non ti aspetti

Tra le iniziative più interessanti e più inaspettate ci sono quelle degli streamers su Twitch con il collettivo “Le stream Reconductible” (Lo stream rinnovabile, come lo sciopero appunto).

Il collettivo, fondato dal famoso video streamer Usul ha creato un canale sulla famosa piattaforma di streaming di videogiocatori “Twitch” e ha iniziato a trasmettere i video in diretta dal 5 dicembre 2019 giocando e creando discussioni.

Lo scopo è racimolare soldi a favore di chi sciopera con o senza sindacati. Dal momento in cui sto scrivendo hanno raggiunto la cifra di 150 mila euro e vengono raccolti sull’account di una piattaforma online di doni “Youtip” gestito da diverse sigle sindacali che distribuiscono i fondi ai lavoratori in sciopero e che potranno beneficiare di uno stipendio complementare o sostitutivo.

Chi ha potuto vedere in diretta gli streamers che si davano il cambio per dare continuità allo streaming, avrà potuto vedere la versione modificata di Super Mario 64 trasformata in Super Macron 64, col faccione presidenziale onnipresente ad ogni schermata e livello del gioco oppure alla versione iper realistica di Mario Party in cui chi gioca deve far fronte ad avversari che partono già avvantaggiati e che accumulano sempre più soldi mentre il giocatore deve continuare a gareggiare per poter recuperare il vantaggio ingiusto che hanno gli avversari più ricchi.

E noi qui dall’altra parte delle Alpi?

La verità cruda e pura è che i francesi, lavoratori di oggi, stanno protestando non per le proprie pensioni ma per quelle delle prossime generazioni, non per le proprie ma per quelle che avranno i loro figli e i loro nipoti e che non avranno diritto allo stesso trattamento pensionistico che avranno loro allorquando avranno contribuito allo stesso modo dei padri.

Questo discorso generazionale noi in Italia non lo abbiamo fatto, i nostri padri e i nostri nonni non lo hanno fatto; e per questo si ritrovano con pensioni minime sempre più basse e coi figli che probabilmente andranno in pensione a un’età sempre più alta. I francesi, invece, pensano al futuro, al fatto che se qualcosa non quadra nelle spese dello Stato non è di sicuro colpa di chi paga già ma di chi le spreca.

Autore: Francesco PennaNera
Cover design: Valerio Ichikon

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