La leggenda di Cristalda e Pizzomunno

#7 Note a Margine

Prologo

“Le tradizioni orali fanno la loro comparsa quando vengono riferite. Per momenti fugaci possono essere ascoltate, ma il più delle volte esse dimorano nella mente delle persone”.

Jan Vansina, storico belga.

Raccontami una storia, leggimi una storia…

Frasi spesso pronunciate dalla bocca di bambini, ma cos’è davvero una storia? E soprattutto, ha importanza la forma della sua trasmissione?

Che sia sottoforma di scrittura, con inchiostro o digitata su uno schermo, o ancora, che sia trasmessa oralmente, una storia rappresenta sempre un pezzo di memoria collettiva.

E se la letteratura non è nient’altro che una raccolta di storie di vario tipo e genere, anche quelle trasmesse per via orale possono essere considerati pezzi di letteratura.

Il fascino, però, delle storie non scritte, ma raccontate, è la loro personalizzazione: chi racconta, infatti, può aggiungere, o talvolta anche togliere, dei particolari, e se questo procedimento viene ripetuto all’infinito, si ottiene una nuova storia, frutto di un lungo processo di stratificazione, frutto di un fenomeno di “lunga durata”. 

Per lungo tempo, la tradizione orale ha costituito il solo mezzo disponibile per la trasmissione del sapere collettivo, e comprende diverse forme letterarie, ad esempio proverbi, ricette, rimedi medicinali, canti, frasi, leggende…

L’ispirazione

Ed è proprio una leggenda pugliese del XV secolo al centro della canzone di oggi, ovvero quella di Cristalda e Pizzomunno.

Siamo a Vieste, in un tempo non meglio definito, come la tradizione orale e popolare suggerisce. Pizzomunno è un marinaio e pescatore come ce ne sono tanti; in riva del mare incontra la bella Cristalda, ed i due s’innamorano subito. Su quella spiaggia si incontrano e stanno insieme, su quella spiaggia Cristalda aspetta il suo Pizzomunno tutte le sere.

Quella è una terra magica, popolata da malvagie sirene, che con il loro canto e le loro movenze attirano a sé gli altri pescatori, fino a portarli giù negli abissi del mare per trattenerli sempre a sé.

Pizzomunno era stato preso di mira da una sirena, ma aveva sempre rifiutato le sue lusinghe, perché già innamorato di Cristalda.

Si svolge, così, la vendetta suprema: le altre sirene risalgono dal mare verso la spiaggia e rapiscono la bella Cristalda per portarla con sé in fondo al mare, e sottrarla per sempre a Pizzomunno che, impotente, assiste alla scena.

Il dolore per il giovane fu tale da lasciarlo letteralmente impetrito: da allora, Pizzomunno è sulla spiaggia di Vieste ad attendere la sua Cristalda, con la quale può congiungersi ogni cento anni.

La canzone

Il brano di oggi è “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”, presentato da Max Gazzé al 68° Festival di Sanremo del 2018.

Questa canzone è inclusa nell’album Alchemaya, pubblicato a febbraio dello stesso anno, e diviso in due parti: la prima comprende brani d’ispirazione religiosa, prevalentemente di origine biblica, mentre la seconda include alcuni brani già noti del cantautore romano, ma arrangiati per orchestra e sintetizzatori. Un’opera senza dubbio di grande rilievo, che merita almeno un ascolto: state sicuri che non ve ne pentirete.

Nell’introdurre un monologo di Pierfrancesco Favino, attore e co-conduttore dell’edizione del festival di quell’anno, Claudio Baglioni, direttore artistico e presentatore, disse: “Quando ho accettato di fare il direttore artistico del festival di Sanremo, ho pensato di portare anche la parola”.

Ed è proprio questo uno dei pregi di questa canzone, la parola: il testo, degno della più nobile tradizione letteraria italiana, riesce a trasmettere magia ed incanto, proprio come una bella favola deve fare. La ciliegina sulla torta è l’orchestrazione, che ci porta in un mondo fantastico con classe, eleganza e raffinatezza. Non a caso, questa canzone ha vinto in quell’edizione del festival il Premio Giancarlo Bigazzi alla miglior composizione musicale, premio assegnato dall’orchestra.

Si realizza, così, una perfetta fusione tra musica e parole, realizzando quello che è un raro pezzo di arte.

La versione che vi proponiamo è quello originale dell’album, dove le immagini sono molto curate, particolari ed originali (cosi come tutte quelle dell’album relativo), contribuendo ulteriormente, insieme a testo e musica, a trasportarci in un mondo fantastico.

Buon ascolto!

Autrice: Annarita N.
Cover Design: Valerio Ichikon Salzano

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