Interruzione volontaria di gravidanza: fenomenologia di un diritto negato

1. La storia dell’aborto

In una celebre scena del film Palombella rossa, Michele Apicella, alias Nanni Moretti, diceva: “Le parole sono importanti!”.
È sempre importante partire dall’origine delle parole quando si affronta un qualsiasi argomento, specialmente quelli più delicati e vasti, come quello dell’aborto.

Il termine aborto deriva dal verbo latino aborior, che significa venir meno dal nascere, perire. L’etimologia di questa parola è chiaramente contraddittoria, poiché nell’aborto si porta alla luce qualcosa che vita non ha, ed è un termine che può essere applicato anche in altri casi per indicare, ad esempio, la fine di un progetto o il mancato sviluppo di un’idea.

L’aborto può essere una scelta terapeutica o totalmente volontaria ed arbitraria: in questo caso, allora, si preferisce usare la perifrasi Interruzione Volontaria di Gravidanza (IGV).

Una delle prime testimonianze di pratiche abortive è contenuta in quello che ad oggi è considerato uno dei testi medici più antichi, risalente al 2737-2696 A.C., ovvero all’epoca in cui in Cina imperava Shen Nung (Figura 1).

Figura 1. L’imperatore Shen Nung (2738 a.C. – 2698 a.C.).

Ancora circa mille anni dopo, più o meno intorno al 1550-1500 a.C., si parla dell’aborto e della contraccezione nel papiro egiziano Ebers (Figura 2).

Figura 2. Colonna 41 del papiro Ebers (ca. 1550 a.C.).

I Romani usavano l’aborto, insieme a dei metodi contraccettivi primitivi rispetto a quelli disponibili oggi, per la regolazione delle nascite. Anzi, in questo senso facevano di più e forse di peggio, dato che l’abbandono dei nascituri e la loro uccisione era pratica diffusa e comune. Inoltre, il poeta romano Giovenale fa riferimento in alcuni dei suoi testi a “i nostri abortisti preparati”.

Nell’antica Roma e nell’antica Grecia, il feto non veniva considerato una persona, né un essere vivente. Era tra l’altro diffusa la teoria dello spermismo, sostenuta anche da Pitagora ed Eschilo, secondo cui tutto il materiale contenente le informazioni che oggi definiamo genetiche era contenuto nello sperma.

Per quanto riguarda il mondo medio-orientale, negli scritti del medico persiano Al-Rasi si trovano procedure dettagliate su come praticare l’aborto per via chirurgica. Venendo ad Ippocrate, il padre della medicina, egli descrive nei suoi testi strumentazioni ed attrezzature come dilatatori che i moderni ginecologi continuano ad usare ai nostri giorni.

La questione etica della pratica dell’aborto era viva già all’epoca, tant’è vero che lo stesso Ippocrate era favorevole alla sua pratica ai fini di proteggere la salute della donna in caso di gravi complicazioni durante la gravidanza.

La diffusione della religione cristiana cambia completamente la percezione sociale dell’aborto, che con l’avanzare del Medioevo diventa inaccettabile e vietato per qualsiasi motivo: la vita del feto aveva la priorità su tutto, e chi praticava l’aborto lo faceva in totale clandestinità.
Le levatrici che venivano scoperte a mettere in pratica gli interventi venivano condannate o peggio accusate di stregoneria o assassinio.

L’avanzamento delle tecniche chirurgiche registrate tra il XVII° e XIX° secolo sia negli Stati Uniti che in Europa ha offerto ai chirurghi la possibilità di attuare pratiche di aborto più sicure per le donne, sia dal punto di vista della loro efficacia che della salvaguardia della loro salute e della loro vita.

La legge italiana che regolamenta l’aborto è stata approvata il 21 maggio 1978; prima di questa data, era una pratica condannata in ogni suo aspetto. Si divide in 22 articoli, che servono a tutelare la donna, la sua salute, ma anche, e forse purtroppo, i diritti dei medici obiettori.

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La seconda parte verrà pubblicata martedì 3 novembre.

Autrice: Annarita N.
Cover design: Pigutin

LINK ED APPROFONDIMENTI

  • Management of Unintended and Abnormal Pregnancy: Comprehensive Abortion Care, M. Paul, E. S. Lichtenberg, L. Borgatta, D. A. Grimes, P. G. Stubblefield, M. D. Creinin, 2009, Blackwell Publishing Ltd.
  • Storia dell’aborto (Wikipedia).

DISCLAIMER

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