Come fu l’anno che fu? – 1.2019

Come è iniziato il 2018? Qualcuno se lo ricorda?

L’anno è partito con l’attacco su portata mondiale che ha colpito miliardi di processori Intel, AMD e processori che usano architettura ARM (cioè tutti gli smartphone in commercio e che vi ritrovate in mano). Si dice che il problema non sia ancora stato debellato e che continui a fare danni in giro per il pianeta. I nomi più gettonati di gennaio sono Spectre e Meltdown, che hanno mandato al collasso il sistema sanitario nazionale inglese (NHS) per alcune settimane.

Corea del Nord nel bene e nel male

E’ diminuita la produzione bellica e nucleare del regime nord coreano grazie al dialogo con gli Stati Uniti. Diverse volte si è rischiato un conflitto aperto a causa delle esercitazioni militari e i lanci missilistici nucleari in acque territoriali di altre nazioni o acque internazionali. Emblematico l’allarme antiaereo scattato nel Nord del Giappone l’anno precedente.

Africa e le sue sfaccettature

Continuano gli scontri in Camerun tra popolazione francofona e anglofona e non cambia la situazione di conflitto nel Nord della Nigeria, dove il petrolio la fa da padrone nel destabilizzare gli equilibri precari della nazione. Ma una buona notizia c’è. Sono finite le ostilità tra Etiopia ed Eritrea che aveva affamato le popolazioni civili di entrambi i paesi per venti anni.

In Nord Africa invece si assiste ad un ancor lontano processo di unificazione della Libia, divisa dall’influenza dei signori della guerra, commercianti illegali di petrolio e trafficanti di esseri umani. Ciò che riguarda la Libia ha molto a che fare con l’Italia che per vie traverse compra il loro petrolio sporco ed è influenzato in politica interna da accordi anti-immigrazione che non fanno altro che imprigionare e torturare innocenti che rimangono in galera per il semplice fatto di essere degli stranieri in terra Libica.

Resta l’Egitto e di rimando il regime di Al-Sisi che ormai ha zittito ogni forma di protesta, arrestando chiunque abbia da ridire o critichi il regime.

Medioriente, Russia e Turchia

In Siria il conflitto è calato di intensità grazie all’intervento della Russia contro l’ISIS. Grazie a questo il Cremlino è riuscito a far passare in secondo piano l’embargo dell’Unione Europea a seguito dell’invasione della Crimea, continuando la sua politica di consolidamento dei confini russi e di espansione dei territori, nonché della propria influenza politica in aree geopolitiche strategiche.

La Turchia dopo gli screzi coi Russi durante il conflitto siriano, è passata dalla parte dei vincitori e ha continuato la sua eterna lotta contro i Curdi, con Erdogan che è stato capace, allo stesso tempo, di eliminare ogni dissenso e cambiare l’assetto democratico della Turchia nel completo silenzio dell’Unione Europea che continua a finanziare le politiche anti democratiche di Erdogan in cambio della chiusura delle rotte migratorie proveniente dalle zone in conflitto.

Politiche Americane e COP24

Nel continente americano continuano a vincere le destre estreme come in Colombia e in Brasile, mentre in Messico si è affacciato per la prima volta nella sua storia un Presidente di sinistra.

Ma non è tutto…

Con l’avvicendarsi di partiti di estrema destra in molti paesi nel mondo si è anche potuto notare un cambiamento di rotta radicale nei confronti delle politiche ambientali. Con lo stesso presidente brasiliano che ha annunciato di voler far diventare grande il suo paese disboscando foresta amazzonica ed eliminando le popolazioni indigene dal loro habitat naturale.

La COP24 in Polonia è stata un vero fallimento ed a nulla è valsa la consapevolezza che i ghiacciai del polo nord si sciolgono più velocemente e che le rotte che fino a qualche anno fa erano impraticabili, adesso sono diventate rotte commerciali a tutti gli effetti. Il famoso Passaggio a Nord-Ovest per molti mesi è diventato navigabile a tal punto che le merci che provengono dalla Cina impiegano due settimane in meno per arrivare in Europa. La colpa più grande però è imputabile ad una nazione in particolare. La nazione che da sempre si vanta d’essere irremovibile ed eticamente perfetta. Stiamo parlando della Germania, la nazione che più di tutte, sottovoce, senza farsi notare ha continuato le sue politiche inquinanti, incentivando l’acquisto di auto a benzina in cambio delle Diesel per poter far risalire le vendite del comparto auto tedesco ed aumentando fondi per lo sfruttamento di miniere di carbone. La Germania ha disboscato fette enormi di Foresta Nera nel cuore della nazione per continuare a scavare buchi nella terra. Stiamo parlando della stessa nazione che ha pagato poco o nulla in ambito Europeo per le vicende del Diesel Gate.

Dulcis in fundo

Bisogna ammetterlo, il 2018 è stato anche l’anno di Facebook. Secondo un articolo di Issie Lapowsky su Wired, la multinazionale che farebbe invidia anche alle nazioni del G8 per potenza economica, ha subito ben ventuno scandali nel corso di quest’anno. Molti hanno capito ormai che il social network più famoso in assoluto non sia un garante della riservatezza e qualunque cosa venga caricata sulla sua piattaforma è oggetto di commercio senza alcun riguardo dei dati dei propri utenti. Questo non significa che non si debbano usare strumenti come Facebook, ma bisognerebbe fare attenzione a ciò che si pubblica, alla geolocalizzazione e avere la sensibilità giusta per non incappare in spiacevoli situazioni.

Il caso Cambridge analytica è stato sulla bocca di tutti e qualsiasi media ne ha parlato, ma quello di cui vorremmo parlarvi in ultima istanza è ciò che è successo precedentemente al caso eclatante di cui prima. A febbraio il noto attore Jim Carrey ha preso posizione in merito e attraverso un tweet  ha annunciato la cancellazione del suo profilo FB seguito da oltre 5 mln di persone, invitando i fan a fare lo stesso e impegnandosi a vendere tutte le azioni Facebook che possedeva in quel momento.

Abbiamo iniziato l’articolo parlando di un attacco informatico e finendo con la gestione scellerata di dati personali da parte di un’azienda multimilionaria. Segno che ormai non sono solo le nazioni a modificare gli assetti mondiali, ma anche interessi economici che fino a dieci anni fa ancora non esistevano e che adesso la fanno da padrone. Manipolando, distorcendo, abbruttendo gli animi delle persone per paure che forse prima non avevano o a cui non avrebbero mai pensato…

La redazione di ErrareUmano persevererà nello sbaglio e vi farà compagnia per questo nuovo anno che verrà.

Buona lettura e buon errare…

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falax

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