Cirano, parole e libertà

Cirano, parole e libertà

#4 – Note a Margine

La storia della letteratura e del cinema è piena di personaggi secondari, perdenti, ma non per questo privi di carica narrativa e di esempi di vita. Mi riferisco a quei personaggi nati per stare, per loro stessa natura, perennemente nell’ombra, ma non per questo privi d’impeto vitale.

Ad esempio, tutti i fan della serie “Il Trono di Spade” (sceneggiatura basata sul ciclo di libri “Cronache del ghiaccio e del fuoco” di George R. R. Martin) sapranno attribuire senza dubbio la paternità di quest’affermazione:

Mio fratello ha l’armatura e io ho la mia mente, e la mente dipende dai libri quanto la spada dall’affilatura”.

Tyrion Lannister – Il Trono di Spade

Tyrion Lannister è l’ultimogenito (pertanto, di poco conto) di una famiglia molto potente, il cui giorno di nascita coincide con il giorno della morte della madre, e per ultimo è un nano. E’ consapevole di tutto ciò, e cerca di sopperire ai propri difetti con un’arma che tutti hanno, ma che in pochi sanno usare, in altre parole la mente, che deve essere costantemente alimentata tramite l’esercizio della cultura e della lettura.

Proprio come Tyrion, il protagonista di oggi ha un’importante caratteristica fisica, cioè un naso che a definirlo grande sarebbe un eufemismo.

Il suo nome è Cyrano de Bergerac, è francese ed è nato nel 1897 grazie alla penna del drammaturgo francese Edmond Rostand. In realtà Cyrano è un personaggio realmente esistito, vissuto principalmente a Parigi tra il 1619 (la data della sua nascita è incerta) e il 1655. Proveniente da una famiglia ricca e benestante, in gioventù conduce una vita sregolata, frequentando spesso e volentieri locali di cabaret e acquisendo il vizio del gioco. Nel 1639 si arruola nell’esercito francese sotto indicazione del padre, dove inizia a farsi conoscere per la sua bravura nei duelli, fama che continua a seguirlo (e lui contribuisce ad alimentare) anche qualche anno dopo, esattamente nel 1640, quando lascia le armi per dedicarsi allo studio della letteratura. Conosce e si fa conoscere da alcuni pilastri della letteratura francese, come Molière e Corneille.

Ha scritto molte storie e romanzi, tra cui le più importanti sono L’altro mondo o Gli stati e gli imperi della luna (L’autre monde ou Les états et empires de la lune, pubbl.1657) e Gli stati e imperi del sole (Les états et empires du soleil, pubbl.1662), che gli hanno valso il titolo di precursore di romanzi fantascientifici, dove il viaggio e l’esplorazione di nuovi mondi costituiscono il fulcro della narrazione.

Il momento storico si fa sentire fortemente nelle opere di Cyrano, con uno scetticismo crescente derivante da nuove consapevolezze scientifiche che rendono la religione come un elemento estraneo al tempo corrente. La conoscenza dei sensi è l’unica possibile, ad ogni livello.

In forte contrasto con i dogmi della Chiesa, Cyrano de Bergerac crede fortemente nella teoria eliocentrica e nella pluralità dei mondi, supportando pertanto il pensiero di Copernico e Giordano Bruno. E’ senza dubbio un agnostico, come emerge da un breve dialogo de “L’altro mondo, ovvero Gli stati e gli imperi della luna e del sole”:

” – Vi chiedo quale svantaggio troviate nel crederci [nell’esistenza di Dio]; sono sicurissimo che non me ne saprete scovare nessuno […]”

“L’altro mondo, ovvero Gli stati e gli imperi della luna e del sole” di Cyrano de Bergerac

” – Certo – mi rispose – che starei meglio di voi, poiché se Dio non c’è, voi ed io saremmo pari; ma, al contrario, se c’è, io non potrò aver offeso qualcosa che non credevo ci fosse, poiché, per peccare, bisogna o saperlo o volerlo. Non vedete che un uomo, poco o tanto saggio che sia, non si irriterebbe se un facchino lo avesse ingiuriato, qualora il facchino non si fosse accorto di farlo, o fosse stato il vino a farlo parlare? A maggior ragione Dio, del tutto immutabile, non potrebbe adirarsi con noi per non averlo conosciuto, poiché è Lui stesso ad averci rifiutato i mezzi per conoscerlo. Ma, sulla vostra fede, o mio piccolo animale, se la credenza in Dio ci fosse stata così necessaria, se infine avesse dovuto coinvolgerci dall’eternità, Dio stesso non avrebbe dovuto forse infonderci, a tutti, dei lumi tanto chiari quanto il sole? […] E se, viceversa, mi avesse dato uno spirito incapace di comprenderlo, questo sarebbe stato non difetto mio ma suo, giacché egli poteva darmene uno tanto vivo che lo avrei compreso”.

“L’altro mondo, ovvero Gli stati e gli imperi della luna e del sole” di Cyrano de Bergerac

Bisogna però precisare che le vicende narrate nell’opera di Rostand si discostano parzialmente dagli episodi di vita vissuta del vero Cyrano: allora affido questo racconto all’abile capacità narrativa di Alessandro Baricco:

Le rielaborazioni dell’opera di Rostrand sono numerose: per un sano campanilismo ricordiamo la versione di “Cyrano de Bergerac” del 1985 con uno straordinario Gigi Proietti nelle vesti di Cyrano; a prova di ciò, date un’occhiata al celebre monologo del naso:

Passando alle rielaborazioni cinematografiche, memorabile è quella del 1990 con Gérard Depardieu. La storia di Rostand e della nascita del Cyrano affascinano ancora ai giorni nostri, infatti questo costituisce il fulcro del film “Cyrano, mon amour” uscito nelle sale cinematografiche lo scorso anno.

Per quanto riguarda la musica, c’è un riferimento al Cyrano über alles: “Cirano” di Francesco Guccini, inserita nell’album “D’amore di morte e di altre sciocchezze” pubblicato nel Novembre 1996.

La canzone non porta la firma solo dello stesso Guccini, ma anche di Giuseppe Dati e Giuseppe Bigazzi, quest’ultimo per la parte musicale. La coppia Dati-Bigazzi non si è formata in questa occasione, ma i due sono collaboratori di vecchia data: oltre ad aver lavorato insieme per la creazioni di molti brani di Marco Masini (in primis), Raf e Laura Pausini, hanno lavorato anche con Mia Martini, creando uno dei capolavori interpretativi della compianta artista calabrese, Gli uomini non cambiano.

Un paio di curiosità su questi due autori, che non meritano meno attenzione dell’interprete di Cirano.

Dati iniziò la sua carriera artistica collaborando con Gianni Rodari musicando alcune rime per bambini composte dal poeta; non si allontanerà mai dal mondo dell’infanzia, scrivendo molte sigle di cartoni animati, una su tutte quella dell’anime Naruto Shippuden.

Il profilo di Bigazzi, invece, è molto più classico, essendo stato attivo soprattutto tra gli anni ‘60 e ‘70; da segnalare, però, la sua attività di compositore di colonne sonore di film come Mediterraneo.

Guccini non avrebbe bisogno di nessuna presentazione. E’ un interprete molto profondo di canzoni di stampo sociale. A questo proposito, le parole di Dario Fo non potrebbero essere piu’ precise:

“Quella di Guccini è la voce di quello che un tempo si diceva il “movimento”. Oggi, semplicemente una voce di gioventù. E cioè di granitica coerenza con il proprio linguaggio e pensiero. Nella sua opera c’è un discorso interminabile: sull’ironia, sull’amicizia, sulla solidarietà”.

(Dario Fo, Premio Nobel per la letteratura 1997, Archivi Rai)

Per chi volesse conoscere un po’ di piu’ Guccini, suggerisco questa intervista fatta da Diego Bianchi, in arte Zoro, non molto tempo fa:

Come già detto nei precedenti articoli di “Note a margine”, io amo le esecuzioni dal vivo perché dirette; il live è il luogo dove le maschere cadono, è la prova finale delle capacità interpretative di un artista. E allora ascoltiamo insieme Cirano tratta da un concerto dal vivo tenutosi nel 2004 a Cagliari:

A parlare è un uomo stanco, stanco della vita, stanco degli insuccessi che raccoglie nonostante i numerosi sforzi fatti. Cirano punta il dito e accusa molte persone: coloro che vogliono avere la vita facile, che non rispettano le regole e si credono intelligenti per questo, chi dovrebbe amministrare la società civile, chi crede in un Dio o in nessuno.

Cirano punta il dito con rabbia, noia, delusione, ma soprattutto disprezzo, e l’unica arma che ha per difendersi/attaccare è la sua spada, ma non quella che porta al suo fianco, ma quella che permette, a chi è davvero abile e capace, di vincere un duello: l’arte della parola.

E’ solo la parola che permette, proprio come succede a Tyrion Lannister, di stravolgere l’esito di situazioni che sembrano già segnate, di uscire indenni da un pericolo che sembrava darti per spacciato. Ed è proprio l’arte della dialettica, della quale lui è un degno rappresentante, che permette a Cirano di dichiarare ed esternare i sentimenti d’amore che prova verso Rossana. Si potrebbe pensare che Cirano sia una persona pessimista, ed invece non lo è, perché crede nel futuro e nell’esistenza di una qualche divinità grazie alla forza dell’amore che nutre per Rossana.

Cirano è un uomo fiero, testardo, forse orgoglioso, ma anche onesto, fedele e leale.

E’ un uomo libero, ed è proprio per questo che può permettersi di inveire contro tutto e tutti.

E’ una figura rivoluzionaria, soprattutto se vista con gli occhi della nostra epoca, dominata senza dubbio da una comunicazione fittizia e di basso livello, fatto di colpi bassi, offese gratuite e per la maggior parte irrilevanti rispetto all’argomento di cui si sta parlando; con lo scopo ultimo di distogliere l’attenzione (non dell’interlocutore come faceva Cirano) del pubblico sull’argomento).

Ed ecco, allora, come immagino il Cyrano di oggi: un uomo che usa gli strumenti informatici per smascherare in maniera puntuale i disonesti, gli arroganti, i falsi, i qualunquisti, i menefreghisti senza fare clamore, senza alzare la voce, ma colpendo, toccando, usando un lessico opportuno.

Ed è questa la persona alla quale vorrei che il mondo somigliasse.

Link ed approfondimenti:

Filosofico.net – Cyrano
Il significato delle canzoni – Cirano di Guccini
giuseppecirigliano.it – Cirano, l’eroe drammatico raccontato da Francesco Guccini

Autrice: Annarita N.
Copertina: Ivo Guderzo

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