Frammenti

#9 Note a Margine

E’ difficile creare un pezzo di arte ex-novo.
Ma è ancora più difficile creare arte con un qualcosa che già lo è.
Solo in pochi potevano avere un’idea così, e ancor meno persone potevano riuscirci.
Franco Battiato è uno di questi.

La canzone che vi presentiamo oggi per la rubrica Note a Margine è Frammenti di Franco Battiato.
Fa parte dell’album Patriots pubblicato nel 1980 (40 anni fa) per la casa discografica italiana EMI. Questo è il decimo lavoro pubblicato dall’artista di Riposto (provincia di Catania) e contiene alcuni dei suoi più importanti successi, come Up Patriots to Arms e Prospettiva Nevski.

Il testo del brano è molto particolare, poiché contiene diverse citazioni prese dalla poesia italiana:

  • La donzelletta vien dalla campagna in sul calar del sole (Il sabato del villaggio, Giacomo Leopardi, 1829).
  • Me ne andavo una mattina a spigolare quando vidi una barca in mezzo al mare (La spigolatrice di Sapri, Luigi Mercantini, 1858).
  • I cipressi che a Bolgheri alti e schietti vanno da San Guido in duplice filar (Davanti San Guido, Giosuè Carducci, 1874).
  • Hanno veduto una cavalla storna riportare colui che non ritorna (La cavallina storna, Giovanni Pascoli, 1903).
  • D’in su la vetta della torre antica passero solitario alla campagna (Il passero solitario, Giacomo Leopardi, 1835).

A questi noti versi, Battiato ne alterna alcuni propri, ed il risultato è la creazione di un’unicum, di una descrizione unitaria di immagini di una vita semplice, provando e testimoniando la profonda conoscenza della letteratura italiana e la padronanza dell’artista siciliano di manipolare versi antichi per crearne dei nuovi.
Allo stesso tempo, però, ascoltando il testo si ha la sensazione di essere di fronte ad un testo impressionista, nel senso che con poche pennellate di parole Battiato riesce a farci visualizzare dei fermi immagine di vita reale.

Un testo così particolare non poteva di certo avere un accompagnamento musicale banale. L’intro, che si ripete costantemente per tutto il brano, è affidato al basso. Non ci sono grosse linee melodiche, creando l’effetto di un lungo recitativo.

Il finale è improvviso e calmo, in contrasto con il ritmo incalzante di tutto il brano.

Ecco a voi Frammenti:

Buon ascolto!

I pianeti invisibili

Un resoconto narrato delle pubblicazioni di Aprile.

Erano passati quasi due anni da quando la ErrareUmano aveva lasciato la superficie della Terra per intraprendere il suo viaggio attraverso la galassia.

La navetta si era staccata dall’astronave madre per attraversare l’atmosfera del primo di un sistema di pianeti che ruotava attorno alla stella April, una gigante rossa al culmine della propria esistenza.

Le esploratrici conobbero un mondo nella sostanza molto simile al nostro, anche se non del tutto. Non esistevano conflitti sanguinosi, l’aria era fresca e salubre, il clima mite, e gli scaffali degli ipermercati traboccavano di merci di tutti i tipi con un settore dedicato a bambini freschi di fabbrica.

Il desiderio, è noto, non è altro che l’ansia di essere lontano dalle stelle, per questo l’equipaggio si rimise in viaggio il prima possibile senza aver acquistato nulla, diretto verso il secondo pianeta del sistema per vicinanza alla sua stella.

Si trattava di Tena, poco più piccolo della Terra, formato da oceani di un liquido oleoso dai colori cangianti e da terraferma a trama fitta, del color dell’avorio. Durante temporali e mareggiate le terre si tingevano di milioni di colori vorticanti che vi rimanevano impressi con la bonaccia. Almeno fino alla prossima tempesta.

Su Ven Beta, terzo pianeta, gli umanoidi che l’abitavano non possedevano organi uditivi. Nonostante ciò componevano delle musiche celestiali che mandavano in estasi i nostri astronauti. Gli autoctoni non potevano capire il motivo di tanto apprezzamento, perché non le sentivano allo stesso modo. Per loro era un modo come un altro per dirsi che si amavano.

Tra l’orbita di Van Beta e Fola, il pianeta successivo, una fascia di asteroidi fluttuanti a forma di nuvole non emettevano alcun rumore, perché nello spazio, si sa, non si sente nulla. I suoni che emettevano erano impressi sulla loro superficie perché li si potesse leggere passando di lì, e per lo più erano rumori buffi, all’apparenza poco adatti per dei pezzi di roccia.

Su Fola i posti erano limitati perché i tavoli erano pochi e li aveva prenotati tutti il re, il quale, dopo aver invitato gli alieni in visita, cioè noi, ad un banchetto di commiato, lasciò il pianeta a bordo di un razzo coperto di lana di montone per non farsi più rivedere. Nessuno pagò il conto e gli abitanti volevano lasciarlo ai nuovi arrivati, che se la batterono sulla navetta più in fretta possibile.

Pensare il lavoro, cambiarlo adesso

Il pianeta 25415, anche l’ultimo del sistema, era di un colore rosso vivo, non ruggine spento come il nostro Marte. I mari ribollivano e la terra, un po’ più scura, tendeva a vomitare un magma nero come il cosmo, da cui gli abitanti si difendevano ergendo di continuo barriere che si scioglievano al contatto. Ma quelli continuavano dandosi il cambio, resistendo di generazione in generazione, perché era il solo modo di sopravvivere.

La ErrareUmano prese il volo promettendo loro di raccontare a tutta la galassia del pianeta e della loro strenua lotta contro le sue tetre viscere.

Riprendendo velocità si allontanò lasciandosi alle spalle l’aura cocente della stella April, una gigante rossa che, dopo aver fagocitato quattro pianeti del sistema, si stava vigliaccamente ritirando verso il suo destino di nana bianca.

Solo uno sbiadito ricordo della stella distruttiva che è stata.

La Redazione

Il racconto dei racconti. Giorno 1

Premessa: “un” viaggio dentro la Bibbia

Per una trattazione rigorosamente accademica rimandiamo alla bibliografia a fine articolo.
Lo scritto, invece, vuole essere una forma divulgativa leggera e scorrevole con delle punte di malcelato umorismo, pur basata su studi autorevoli, i cui punti cardine sono stati selezionati e affrontati a discrezione dell’autore.
Per una trattazione teologica rimandiamo, oltre che agli studi specialistici, all’intima fede della lettrice e del lettore.

In principio…

In principio erano le consonanti.
Le vocali arrivarono molti giorni dopo.
Il motivo lo spiegheremo più avanti, ma in realtà c’era anche un altro principio, anzi due: il cielo e la terra.
E fin qui, siamo d’accordo con dio.

La questione, ora, è come considerare quel B’reshit (בְּרֵאשִׁית), parola con cui si apre la bibbia ebraica, fissata poi nel testo masoretico (TM) solo diversi secoli dopo.
La vocalizzazione comune rende il significato così come lo conosciamo, così come Origene ha letto e ce lo ha trasmesso, ovvero “In principio, Dio creò…”.

Leggi tuttoIl racconto dei racconti. Giorno 1

Pensare il lavoro, cambiarlo adesso

Pensare il lavoro, cambiarlo adesso

I dati

Nel 2018 circa il 27.3% della popolazione italiana viveva in condizioni di povertà o di esclusione sociale. Questo significa che tre persone su dieci hanno difficoltà ad arrivare a fine mese, non hanno una casa, non hanno un lavoro o le proprie condizioni di salute non permettono di avere un lavoro. La media europea è del 21.7%. Peggio di noi solo Lituania, Lettonia, Grecia, Romania e Bulgaria (dati EUROSTAT 2018).

Leggi tuttoPensare il lavoro, cambiarlo adesso

Bollettino Errante n.9

Bollettino errante n.9

La strategia del drappo rosso

La diffusione della pandemia causata dal COVID-19 ha accentuato le difficili condizioni di vita delle famiglie povere di tutto il mondo.

In Colombia, molte di queste si ritrovano con le dispense vuote e senza soldi in tasca, perché non possono andare a lavorare o perché il lavoro non ce l’hanno più. E la mancanza di un mezzo di comunicazione come internet non viene certo pensata come una priorità se non hai di che sfamare i tuoi figli, la tua famiglia.

Leggi tuttoBollettino Errante n.9

Beethoven, la Nona Sinfonia e l’Inno alla Gioia: Tutti gli uomini diventano fratelli (quarta ed ultima parte)

Quest’anno si celebra il 250° anniversario dalla nascita di Ludwig van Beethoven.
Noi di ErrareUmano vogliamo celebrarlo a modo nostro,
come meglio sappiamo fare, ovvero attraverso la scrittura.
Festeggiamo insieme questo compleanno tramite una delle sue opere più importanti,
che ha lasciato un segno indelebile nella nostra cultura:
la Sinfonia n. 9 in Re min.

#8.4 Note a margine

I temi, la filosofia, la musica

La produzione musicale di Beethoven può essere idealmente divisa in tre periodi, e l’ultimo, quello alla quale la Nona può essere ricondotto, viene generalmente associato alla stesura di partiture più complesse del musicista tedesco, sia da un punto di vista strettamente musicale che da un punto di vista prettamente filosofico.

Leggi tuttoBeethoven, la Nona Sinfonia e l’Inno alla Gioia: Tutti gli uomini diventano fratelli (quarta ed ultima parte)

Beethoven, la Nona Sinfonia e l’Inno alla Gioia: Tutti gli uomini diventano fratelli (terza parte)

Quest’anno si celebra il 250° anniversario dalla nascita di Ludwig van Beethoven.
Noi di ErrareUmano vogliamo celebrarlo a modo nostro,
come meglio sappiamo fare, ovvero attraverso la scrittura.
Festeggiamo insieme questo compleanno tramite una delle sue opere più importanti,
che ha lasciato un segno indelebile nella nostra cultura:
la Sinfonia n. 9 in Re min.

La storia e l’analisi musicale

La Sinfonia No. 9 in Re minore, Op. 125, eseguita per la prima volta il 7 maggio 1824 a Vienna, ma inizia ad essere concepita almeno dieci anni prima, se non nel 1792.

Quest’opera non rappresenta il solo collegamento artistico tra Beethoven e Schiller: infatti, i primi lavori teatrali del poeta e drammaturgo tedesco furono rappresentati a Bonn da una compagnia il cui capocomico alloggiava spesso, insieme alla moglie, presso la casa dei Beethoven, mentre il direttore musicale era stato un insegnante del piccolo Ludwig.
Nonostante ciò, Schiller e Beethoven non ebbero mai modo di incontrarsi di persona.

Ma veniamo alla Nona.

Leggi tuttoBeethoven, la Nona Sinfonia e l’Inno alla Gioia: Tutti gli uomini diventano fratelli (terza parte)

La domenica delle salme

Per questo 5 di aprile 2020, la rubrica mensile “In the Mood for…” presenta “La domenica delle salme” di Fabrizio De André. Questa volta non ne spiegheremo il contenuto ma lo lasciamo alla vostra libera interpretazione.

Il video che vedrete è stato diretto da Gabriele Salvatores, la chitarra di Michele Ascolese, violino e kazoo di Mauro Pagani. Di seguito il testo.

Leggi tuttoLa domenica delle salme

Beethoven, la Nona Sinfonia e l’Inno alla Gioia: Tutti gli uomini diventano fratelli (seconda parte)

Quest’anno si celebra il 250° anniversario dalla nascita di Ludwig van Beethoven.
Noi di ErrareUmano vogliamo celebrarlo a modo nostro,
come meglio sappiamo fare, ovvero attraverso la scrittura.
Festeggiamo insieme questo compleanno tramite una delle sue opere più importanti,
che ha lasciato un segno indelebile nella nostra cultura:
la Sinfonia n. 9 in Re min.

Ti sei perso il primo appuntamento con Beethoven e la Nona? Clicca qui

Il personaggio

Vita ed opera dovrebbero essere un tutt’uno. L’opera non può esistere senza un’esperienza, gioiosa o dolorosa, poco importa.
Nel caso di Beethoven le vicende personali sono determinanti per la creazione delle sue opere, la più importante è la perdita dell’udito, di cui sarà completamente privo durante la fase di scrittura della Nona.

In primis due elementi essenziali: nasce a Bonn nel 1770 e muore a Vienna nel 1827, vivendo quindi a cavallo tra la Rivoluzione Francese, l’ascesa di Napoleone e la Restaurazione delle monarchie europee.

Leggi tuttoBeethoven, la Nona Sinfonia e l’Inno alla Gioia: Tutti gli uomini diventano fratelli (seconda parte)