99 Luftballons

All’apparenza sembra una canzone leggera e spensierata, quasi per bambini, e invece….

Per la rubrica In the mood for..” che ogni prima domenica del mese vi propone una canzone a mò di colonna sonora per i 30 giorni successivi, oggi vogliamo farvi ascoltare “99 Luftballons” pubblicata nel 1983 dalla band tedesca Nena.

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La domenica delle salme

Per questo 5 di aprile 2020, la rubrica mensile “In the Mood for…” presenta “La domenica delle salme” di Fabrizio De André. Questa volta non ne spiegheremo il contenuto ma lo lasciamo alla vostra libera interpretazione.

Il video che vedrete è stato diretto da Gabriele Salvatores, la chitarra di Michele Ascolese, violino e kazoo di Mauro Pagani. Di seguito il testo.

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Gallo Rojo, Gallo Negro.

Per la nostra colonna sonora abbiamo scorto un filone di canti di resistenza e abbiamo deciso di seguirlo anche questo mese.

A ricorrere non è solo il tema, ma anche la lingua spagnola, anche se più che di rivoluzione, come nel caso del Messico, questa volta si tratta di guerra civile spagnola e di franchismo.

La canzone, presente in decine di versioni e interpretazioni, affonda le sue radici nell’estro creativo e militante di Chico Sanchez Ferlosio.

Figlio di integranti del regime franchista, Ferlosio incide nel 1963, in Svezia e in maniera anonima, la prima versione della canzone che potete ascoltare in sottofondo (se avete cliccato play prima di cominciare a leggere, chiaro).

Secondo la fonte a cui ci siamo attenuti, spagnola e filorepubblicana, la canzone rispecchia la gioventù del compositore, svoltasi nella clandestinità tra le file del Partito Comunista di Spagna. In effetti, il testo allude alla valorosa lotta e resistenza del gallo rosso nei confronti del gallo nero, già di suo grande e potente.

Il testo della canzone, divenuta popolare e simbolo di numerose fazioni e movimenti antiregime, ha un finale aperto: il gallo rosso non si arrende finché non è morto. Che sia ancora attuale il suo monito?

Fonte:

Aplomez.blogspot.com – Matizaciones, innecesarias tal vez, sobre “Gallo rojo, gallo negro

La cucaracha

Per la colonna sonora di ErrareUmano di questo mese abbiamo scelto una canzone che, se ascoltata appena svegli, magari di domenica mattina, rallegrerebbe la giornata di chiunque.

Tutti e tutte l’abbiamo ascoltata almeno una volta nella vita, e almeno una volta fischiettata mettendola in testa in maniera irreversibile a chi ci stava intorno.

Ma, come spesso succede, dietro un tormentone sempreverde c’è una storia fatta di tradizione, cultura e contaminazione. “La cucaracha” non fa eccezione.

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Bruce Springsteen – Streets of Philadelphia

Il 1 dicembre si celebra la Giornata mondiale contro l’AIDS.

La nostra mente vola, allora, agli inizi degli anni ’90, esattamente nel 1994, quando “Streets of Philadelphia” di Bruce Springstreen vince il premio Oscar come Migliore Canzone (battendo, tra l’altro, anche Neil Young, candidato anche lui a ricevere quel premio quello stesso anno con la canzone “Philadelphia”, facente parte dello stesso progetto cinematografico). Il brano, infatti, ha fatto da colonna sonora al film “Philadelphia”, nel quale Tom Hanks, che per la sua interpretazione straordinaria vinse l’Oscar come Migliore Attore, interpreta i panni di un avvocato omosessuale che viene licenziato quando si viene a sapere che ha contratto l’AIDS.

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Jacob Collier – In my room

Ogni prima domenica del mese consigliamo un brano per il suo testo, il contesto in cui è stata creata o perché ci ha affascinato in qualche modo, ma in questa occasione non siamo riusciti a contenerci e abbiamo deciso di parlare di un album intero e di un artista sui generis.

Lui è il musicista autodidatta Jacob Collier, arrangiatore, compositore e polistrumentista che ci ha colpito per il suo talento ed estro. Parliamo del suo album di esordio “In my room” del 2016 composto da 11 brani di cui 8 originali. Tutti interamente cantati e suonati da lui. Jacob, infatti, è diventato famosissimo su youtube grazie ai video che pubblicava arrangiando, suonando, cantando all’interno della sua stanzetta a Londra. Tra le cover dell’album figurano “In my room” dei Beach Boys, “You and I” di Steve Wonder, a cui si ispira artisticamente, e una spassosissima cover della sigla dei “Flinstones” fatta “a cappella” che non potete perdervi.

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Waltz for Aiden – Mogwai

Il brano “Waltz for Aiden”, del gruppo scozzese Mogwai è un walzer dedicato al cantante Aidan Moffat. Il più delle volte le loro canzoni sono strumentali e Moffat ha prestato la sua voce a diversi dei loro brani.

Questo gruppo di amici suona insieme da più di 20 anni e prende il nome dai mostriciattoli del film “Gremlins” di Joe Dante, anche se in verità scelsero quel nome in attesa di uno migliore.  Abbiamo scelto questo brano perché come la redazione di ErrareUmano, anche i componenti dei Mogwai vivono sparsi per la Scozia e in Europa e lavorano insieme a prescindere dalle distanze che li separano. Uno dei componenti vive a Berlino per esempio.

Curiosità:

Un po’ di tempo fa decisero di stampare delle magliette contro il cantante dei Blur, Damon Albarn, per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’uso commerciale delle musiche e l’uso che i grandi brand ne fanno. La canzone dei Gorillaz, Clint Eastwood, di cui Albarn è membro, viene usata tutt’ora come colonna sonora degli spot di una delle banche più grandi del mondo.

Lindo Ferretti – Cupe Vampe

Alcune volte basta alzare lo sguardo, alcune volte basterebbe fare qualche passo, non molti, per uscire dal nostro confine ed osservare, se possibile capire, ciò che sta succedendo intorno a noi.

La guerra dei Balcani degli anni ’90 ha ridisegnato i confini dell’omonima penisola, lasciando

 dietro di sé un numero considerevoli di morti e feriti.

Nelle guerre anche il dominio sui centri culturali ha un ruolo chiave, e si è convinti che per vincere la battaglia sia sufficiente radere al suolo queste strutture.

La distruzione della biblioteca di Sarajevo è al centro della canzone “Cupe Vampe” di Lindo Ferretti, ex CCCP: Il brano ricorda l’incendio che ha distrutto la biblioteca e tutto ciò che era al suo interno in sole 30 ore, poco più di un giorno.

Non c’è una morale al termine del brano, è una pura descrizione fotografica del momento, e sembra quasi di sentire l’odore acre di bruciato e di vedere, anche da quest’altro lato dell’Adriatico, le alte fiamme che distruggono un sapere millenario.

Si può solo assistere attoniti a questo orrore, e ricordare, così come stiamo facendo noi oggi insieme.

Francesco DI Giacomo – Bomba Intelligente

“Sostenendo con la forza della ragione
che una bomba possa essere molto intelligente,
le potresti domandare, poco prima dell’esplosione,
la descrizione di un tramonto
o se ha fatto già l’amore oppure no.”

Basterebbe questo incipit per innamorarsi non solo del testo della canzone, ma della voce di Francesco Di Giacomo, autore e interprete di “Bomba Intelligente”.
Le musiche sono di Paolo Sentinelli, suo caro amico. La canzone nasce nel 2005 a casa di Francesco, più precisamente in cucina. Si parla della seconda Guerra del Golfo, dell’avveniristica invenzione delle bombe intelligenti che non avrebbero più fatto morti innocenti ma avrebbero colpito solo obiettivi militari.

Mai promessa fu così altamente disattesa ovviamente.

La bomba della canzone è così intelligente da sedurre il sistema di puntamento così da lasciarsi andare, per poi tuffarsi in pieno mare nel quale non esplode e col tempo si trasformerà in un pesce, libero di vagare tra gli oceani.

Come già detto la canzone nasce nella cucina di Francesco Di Giacomo, dove Paolo Sentinelli improvvisa uno studio di registrazione con un portatile e un microfono. Saranno quelle registrazioni ad essere fondamentali, perché Francesco morirà nel 2014 in un incidente stradale. Quella che sentite è la canzone arrangiata dagli Elio e le Storie Tese e pubblicata postuma nell’album “Figatta de Blanc”, mentre la voce di Francesco è quella registrata in quella cucina nel 2005. La canzone ha vinto la targa Tenco nel 2016.

E’ una delle canzoni che più possono rappresentare il nostro (parlo a nome della redazione di ErrareUmano) modo di affrontare gli argomenti difficili come quello della guerra, delle bombe sganciate così, senza cura, senza un perché, ignorando i sentimenti di un artefatto così ben progettato e che sarebbe bello rimanesse lì, disinnescato, libero di non precipitare e di esistere per l’eternità. Sperando che un giorno lontano o prossimo possa tramutarsi in un bel pesce libero.  

Buon ascolto a tutti gli erranti…

Chico Buarque e Milton Nascimento – Calice

Tra il 1964 ed il 1984 il Brasile ha vissuto un periodo buio a causa della presenza di diverse  dittature militari, ed è proprio una di queste ad essere al centro del brano che vi presentiamo oggi.

Scritta nel 1973 da Chico Buarque e Milton Nascimento, “Calice” parla dell’ultima notte di Gesù da uomo libero, quando nell’orto del Getsemani si rivolge al Padre dicendo: “Allontana da me questo calice”. Tuttavia il titolo di questo brano ha in portoghese un secondo significato, ovvero “Stai Zitto”: il riferimento non è pertanto di tipo religioso, ma si vuole condannare fermamente la censura della dittatura che colpisce e limita la libertà di espressione.

Inutile precisare che questo brano fu censurato dalla dittatura brasiliana.

Segnaliamo alcuni versi chiave:

Como é difícil acordar calado.
Se na calada da noite eu me dano
quero lançar um grito desumano
que é uma maneira de ser escutado

Com’è difficile svegliarsi e dover tacere.
Se soffro nel silenzio profondo della notte
Voglio lanciare un urlo disumano
che è un modo per essere ascoltato.