Bollettino Errante n.11

Una sola famiglia può fare molti danni

Da giorni la popolazione dello Sri Lanka chiede le dimissioni del Presidente in carica Gotabaya Rajapaksa e dei suoi fratelli che occupano diversi dicasteri all’interno del governo singalese; dieci in tutto. Da giovedì, 7 aprile, le autorità hanno imposto il coprifuoco e la situazione sembra peggiorare sempre di più a causa della profonda crisi economica del paese.

Il debito pubblico e diverse scelte infelici del governo, porteranno presto il paese nella condizione di non poter più ripagare il debito obbligazionario nei confronti degli altri paesi finanziatori e ha quasi esaurito del tutto le riserve di valuta estera che deteneva.

Le cause

Sulla lacrima dell’India si è abbattuta, così come in mezzo mondo, la catastrofe della pandemia che ha azzerato le entrate dovute al turismo, una delle principali entrate economiche del paese insieme al tè, alla cannella, alla gomma e al cocco.

L’ulteriore impoverimento è derivato dalla decisione del Governo Rajapaksa di voler trasformare radicalmente l’economia agricola del paese volendolo far diventare un paese interamente votato all’agricoltura biologica senza pensare ad una politica per gradi. È così che nel 2019 ha deciso di vietare l’utilizzo di fertilizzanti chimici. Un divieto così repentino che non ha dato modo agli agricoltori di adeguarsi con il risultato di raccolti poveri e l’obbligo per il paese di importare riso e cereali indispensabili per il fabbisogno della popolazione. A rincarare la dose è stata poi la recente guerra tra Russia e Ucraina da cui proviene la maggior parte della produzione di fertilizzanti azotati e che quindi non permetterebbe una riconversione ad una agricoltura ai livelli precedenti.

Chi approfitta della situazione?

Ad approfittarne in questo momento storico sono Cina, India, per ovvi motivi, e il Fondo Monetario Internazionale. La Cina, che detiene già in parte un pezzo del debito pubblico dello Sri Lanka, proporrà una nuova linea di credito che non farà altro che aumentare la dipendenza dell’indebitato. L’India allo stesso modo alimenterà il debito per aumentare le sue influenze politico economiche. I paesi in difficoltà possono richiedere aiuto all’FMI per negoziare un pacchetto di salvataggio che quasi sempre si riduce in pochi semplici punti per il paese indebitato: un generico taglio delle spese e di welfare, privatizzazione di aziende statali, licenziamento di dipendenti pubblici e svendita di asset e infrastrutture fondamentali per il paese.

Intanto…

Intanto nel paese c’è penuria di generi alimentari, di farmaci, di gasolio e carburanti. Le centrali elettriche dell’isola sono alimentate per la maggior parte con combustibili fossili, e la loro mancanza costringe l’intera popolazione al razionamento giornaliero costringendo anche infrastrutture sensibili come gli ospedali all’interruzione di servizio.

BURKINA FASO – Giustizia è fatta!

Le dichiarazioni dell’avvocato Prosper Farama e Mariam Sankara moglie di Thomas Sankara

Dopo 37 anni il verdetto è arrivato. Thomas Sankara venne ucciso. A deciderlo è stato il tribunale militare di Ouagadougou. Tra i suoi assassini c’è Blaise Compaoré suo amico fraterno, che lo sostituì al governo del Burkina Faso dopo l’uccisione e governò il paese fino al 2014 anno in cui è stato destituito da una rivolta popolare. Non tollerava che si parlasse di uccisione, ma di morte naturale. Il suo corpo venne smembrato e buttato in una fossa comune. Compaoré, condannato all’ergastolo, è tuttora in esilio in Costa d’Avorio e l’avvocato Prosper Farama ha chiesto la sua estradizione. Con lui sono stati condannati Hyacinthe Kafando capo della sicurezza e Gilbert Diendéré comandante che ha partecipato in prima persona all’assassinio.

Chi fu Thomas Sankara?

Thomas Sankara prese il potere, nel 1983, dell’allora Alto Volta con un colpo di stato incruento appoggiato dal consenso della popolazione che voleva liberarsi dal giogo coloniale della Francia. Fu lui a dare un nome al suo paese chiamandolo il paese degli uomini integri, Burkina Fao appunto.

Panafricanista, femminista, antimperialista, nei pochi anni in cui fu al potere cercò di promuovere l’istruzione, la sanità per tutti, i diritti delle donne e tentò di smantellare l’impalcatura di corruzione costruita dal colonialismo occidentale nazionalizzando le risorse del paese.

Famosi sono stati i suoi interventi presso l’Organizzazione dell’unità africana (OAU) il 29 luglio 1987 ad Addis Abeba e quello all’ONU il 4 ottobre 1984 in cui fa capire al mondo che il meccanismo del debito è una forma diversa ma ugualmente dispotica che ha lo scopo di sfruttare e non di aiutare i paesi dell’Africa.

Autore: Francesco PennaNera
Editing e copy: Anarita Noschese

Approfondimenti:

FP – In Sri Lanka, Organic Farming Went Catastrophically Wrong
The Guardian – Why are people protesting in Sri Lanka?

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