HOME

Erano passati quasi due anni da quando la ErrareUmano aveva lasciato la superficie della Terra per intraprendere il suo viaggio attraverso la galassia.

La navetta si era staccata dall’astronave madre per attraversare l’atmosfera del primo di un sistema di pianeti che ruotava attorno alla stella April, una gigante rossa al culmine della propria esistenza.

 

Le esploratrici conobbero un mondo nella sostanza molto simile al nostro, anche se non del tutto. Non esistevano conflitti sanguinosi, l’aria era fresca e salubre, il clima mite, e gli scaffali degli ipermercati traboccavano di merci di tutti i tipi con un settore dedicato a bambini freschi di fabbrica.

Il desiderio, è noto, non è altro che l’ansia di essere lontano dalle stelle, per questo l’equipaggio si rimise in viaggio il prima possibile senza aver acquistato nulla, diretto verso il secondo pianeta del sistema per vicinanza alla sua stella.

Continua …

Riproduci video

Pata pata – Miriam Makeba

#BlackLivesMatter

Chiudiamo l’annata di “In The Mood For…” con la canzone che più di tutte può rappresentare i tempi che stiamo vivendo.
Pata pata è una canzone leggera, che fa sorridere e che ha portato alla ribalta internazionale la sua interprete, Miriam Makeba.

Denominata “Mama Afrika”, ha sempre lottato contro l’odio razziale nel suo paese, il Sudafrica, e fuori dai confini nazionali. In esilio ha parlato della segregazione in tutti gli ambiti che le permettevano di farlo.  

Ricordo “Pata pata” per essere stata una delle colonne sonore dello spettacolo di inaugurazione dei mondiali di Italia ‘90. Ad ogni modo vi consiglio di ascoltare altre canzoni di Mama Afrika in lingua Xhosha, con i tipici suoni fatti con lo schiocco della lingua sul palato.

A pochi giorni dalla sua nascita, Miriam è costretta a fare i conti con le regole imposte dalle leggi dell’apartheid. Sua madre venne incarcerata perché non era permesso alle persone di colore produrre alcolici fatti in casa. La popolazione nera era così sottopagata e sfruttata che suo padre non riuscì a pagare la cauzione di sole 18 sterline per sua moglie e sua figlia neonata.

Continua la lettura…

Pata pata – Miriam Makeba

Pata pata è una canzone leggera, che fa sorridere e che ha portato alla ribalta internazionale la sua interprete, Miriam Makeba. Denominata “Mama Afrika”, ha sempre lottato contro l’odio razziale nel suo paese, il Sudafrica, e fuori dai confini nazionali. In esilio ha parlato della segregazione in tutti gli ambiti che le permettevano di farlo. Ricordo “Pata pata” per essere stata una delle colonne sonore dello spettacolo di inaugurazione dei mondiali di Italia ‘90. Ad ogni modo vi consiglio di ascoltare altre canzoni di Mama Afrika in lingua Xhosha, con i tipici suoni fatti con lo schiocco della lingua sul palato.

L’Attraversaspecchi: avvincente saga che appassiona migliaia di lettori, non solo gli amanti del genere

Il 1° luglio si è conclusa la saga fantasy de L’Attraversaspecchi, con l’uscita in Italia dell’ultimo attesissimo volume, anche se forse definirla solo fantasy è un po’ riduttivo data l’abilità dell’autrice di creare suggestioni magiche e atmosfere uniche, mescolando al mondo fantastico una buona dose di Belle Époque e Steampunk. Il primo libro vede il ... Leggi tutto L’Attraversaspecchi: avvincente saga che appassiona migliaia di lettori, non solo gli amanti del genere

LIBRO II – Gli scomparsi di Chiardiluna

‘Affascinata, Ofelia guardò a lungo Thorn […] Quell’uomo era un assoluto misantropo, ma pensava con più ampiezza e profondità degli altri, molto al di là dei propri personali interessi.’ Travestita da domestico Ofelia ha conosciuto i retroscena e la corruzione dilagante di Città-Cielo, spietata corte del sire Faruk, scoprendo finalmente che Thorn, intendente del Polo, ... Leggi tutto LIBRO II – Gli scomparsi di Chiardiluna

Avviso a tutti i viaggiatori...

Questo sito è privo di pubblicità. Non guadagniamo dai vostri dati personali e non abbiamo intenzione di minare i vostri dispositivi per produrre bitcoin.

I contenuti sono di libero accesso a tutti e sotto la tutela Creative Commons.

Il progetto, seppur libero, ha bisogno del vostro sostegno e di finanziatori generosi. Il sito rispetta tutte le categorie protette, dallo studente fuorisede squattrinato al disoccupato. Loro avranno il compito molto più importante di farci conoscere e di portare il verbo errante oltre i confini dell’etere.

Grazie a tutti.