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  • Antropocene: una breve riflessione

Il 13 luglio 1985 si è svolto uno degli eventi più importanti della storia musicale recente: in contemporanea dallo stadio JFK di Filadelfia e dal Wembley Stadium di Londra si sono svolti i due concerti del Live Aid. L’evento, organizzato da Bob Gedolf (attore, attivista irlandese, cantante del gruppo Boomtown Rats) e da Midge Ure (cantautore scozzese, chitarra e voce degli Ultravox), mirava a raccogliere fondi per debellare la carestia che attraversò l’Etiopia in quegli anni.

Dal 1973 imperversava la guerra civile che portò alla caduta della Repubblica nel 1991 e che favorì la più grave crisi alimentare della storia del paese dal 1983 al 1985. Il reddito del paese è costituito per il 90% da agricoltura e per massima parte è dedicata alla produzione di caffè che non è usato per uso interno ma per l’esportazione. L’unico fattore che garantisce a un paese già di per sé povero un pareggio sulla bilancia commerciale. La carestia del 1983 fu una catastrofe che provocò più di un milione di morti e fu la causa di decenni di migrazioni forzate di popolazioni contadine verso terre più fertili.

Il Live Aid, però, non fu il primo evento benefico organizzato da Bob Gedolf e Midge Ure a favore dell’Etiopia.

Il 3 dicembre del 1984 fu pubblicata la canzone “Do they know it’s Christmas?” […]

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Pata pata – Miriam Makeba

#BlackLivesMatter

Chiudiamo l’annata di “In The Mood For…” con la canzone che più di tutte può rappresentare i tempi che stiamo vivendo.
Pata pata è una canzone leggera, che fa sorridere e che ha portato alla ribalta internazionale la sua interprete, Miriam Makeba.

Denominata “Mama Afrika”, ha sempre lottato contro l’odio razziale nel suo paese, il Sudafrica, e fuori dai confini nazionali. In esilio ha parlato della segregazione in tutti gli ambiti che le permettevano di farlo.  

Ricordo “Pata pata” per essere stata una delle colonne sonore dello spettacolo di inaugurazione dei mondiali di Italia ‘90. Ad ogni modo vi consiglio di ascoltare altre canzoni di Mama Afrika in lingua Xhosha, con i tipici suoni fatti con lo schiocco della lingua sul palato.

A pochi giorni dalla sua nascita, Miriam è costretta a fare i conti con le regole imposte dalle leggi dell’apartheid. Sua madre venne incarcerata perché non era permesso alle persone di colore produrre alcolici fatti in casa. La popolazione nera era così sottopagata e sfruttata che suo padre non riuscì a pagare la cauzione di sole 18 sterline per sua moglie e sua figlia neonata.

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Interruzione volontaria di gravidanza: fenomenologia di un diritto negato (parte 10)

Pro-choice e pro-life La Chiesa Cattolica, presente da sempre in Italia per ovvie ragioni geografiche, è una (o forse la) delle maggiori sostenitrici e promulgatrici del pensiero pro-life. All’inizio del secolo, in realtà, la Chiesa era contraria alla presenza di prelati nella politica italiana; con la fondazione del Partito Popolare Italiano nel 1919 ad opera ... Leggi tutto

Interruzione volontaria di gravidanza: fenomenologia di un diritto negato (parte 9)

L’obiezione di coscienza Un recente studio pubblicato sulla rivista Social Science Research da parte di un gruppo di ricercatori dell’Istituto Dondena di Milano mostra come l’alta percentuale di medici obiettori in Italia (pari al 71% nel 2016, con punte dell’85% in alcune regioni) così come quella degli infermieri ed anestesisti (nel 2016 pari a 44% ... Leggi tutto

Interruzione volontaria di gravidanza: fenomenologia di un diritto negato (parte 8)

Alcuni dati sull’aborto V: procedure mediche Le procedure mediche di IGV possono essere di tipo chirurgico o di tipo farmacologico. Per le procedure di tipo chirurgico, si tratta nella maggior parte dei casi di interventi programmati, ma nel 15% di casi dal 2010 al 2018 si è trattato di interventi di urgenza (dato in lieve ... Leggi tutto

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