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  • Interruzione volontaria di gravidanza: fenomenologia di un diritto negato (parte 6)
Non ci stancheremo mai di ripeterlo e se possibile lo renderemo ancora più facile da comprendere.
Dunque, tra le altre cose:
I musulmani non sono tutti terroristi.
I napoletani non sono tutti camorristi.
Essere critici verso l’occupazione israeliana della Palestina non vuol essere antisemiti, ma antimperialisti.
Gli Italiani non sono tutti fascisti.
Gli immigrati non ci rubano il lavoro.
Non ci si può opporre alla mescolanza dei popoli.
Chi pensa di farlo è semplicemente stupido, nel senso brutto.
L’esperienza personale non necessariamente si traduce in una regola generale.
Le situazioni sono sempre, e sottolineamo SEMPRE, più complicate di come vengono descritte, per questo i medici si occupano di medicina e gli storici di storia: perché studiano per anni ciò di cui parlano.
I politici che dicono quello che la gente vuole sentirsi dire non sono politici, ma dei truffatori. Tanto vale affidarsi all’oroscopo, che fa meno danni e a volte c’azzecca pure.
Bisogna mettere in dubbio le proprie certezze, anche quando sono delle incertezze.
In ogni caso, cercate le differenze, perché ci sono.
Sempre.

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Pata pata – Miriam Makeba

#BlackLivesMatter

Chiudiamo l’annata di “In The Mood For…” con la canzone che più di tutte può rappresentare i tempi che stiamo vivendo.
Pata pata è una canzone leggera, che fa sorridere e che ha portato alla ribalta internazionale la sua interprete, Miriam Makeba.

Denominata “Mama Afrika”, ha sempre lottato contro l’odio razziale nel suo paese, il Sudafrica, e fuori dai confini nazionali. In esilio ha parlato della segregazione in tutti gli ambiti che le permettevano di farlo.  

Ricordo “Pata pata” per essere stata una delle colonne sonore dello spettacolo di inaugurazione dei mondiali di Italia ‘90. Ad ogni modo vi consiglio di ascoltare altre canzoni di Mama Afrika in lingua Xhosha, con i tipici suoni fatti con lo schiocco della lingua sul palato.

A pochi giorni dalla sua nascita, Miriam è costretta a fare i conti con le regole imposte dalle leggi dell’apartheid. Sua madre venne incarcerata perché non era permesso alle persone di colore produrre alcolici fatti in casa. La popolazione nera era così sottopagata e sfruttata che suo padre non riuscì a pagare la cauzione di sole 18 sterline per sua moglie e sua figlia neonata.

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Interruzione volontaria di gravidanza: fenomenologia di un diritto negato (parte 6)

Alcuni dati sull’aborto III: turismo sanitario e consultori L’analisi dei numeri su base regionale mostra che molte donne hanno la necessità di spostarsi dalla propria regione di residenza per poter abortire, contribuendo in maniera considerevole al turismo sanitario. Le cause di questo fenomeno sono essenzialmente due. La prima è legata alle differenze del servizio sanitario ... Leggi tutto

Il Racconto dei Racconti. Giorno 5.

DISCLAIMER: Per una trattazione rigorosamente accademica rimandiamo alla bibliografia a fine articolo e alle illustri sedi preposte.Lo scritto, invece, vuole essere una forma divulgativa leggera e scorrevole con delle punte di malcelato umorismo, pur basata su studi autorevoli, i cui punti cardine sono stati selezionati e affrontati a discrezione dell’autore. Per una trattazione teologica e ... Leggi tutto

Interruzione volontaria di gravidanza: fenomenologia di un diritto negato (parte 5)

Alcuni dati sull’aborto II: stato civile, aborti pregressi, livello d’istruzione e situazione lavorativa Per quanto riguarda lo stato civile, i dati dell’ISTAT ci mostrano che le donne nubili sono quelle che abortiscono di più, seguite a breve distanza da quelle coniugate (Figura 1). Ciò vuol dire che una madre single è sempre in difficoltà. Tuttavia, ... Leggi tutto

Il Racconto dei Racconti. Giorno 4.

Per una trattazione rigorosamente accademica rimandiamo alla bibliografia a fine articolo. Lo scritto, invece, vuole essere una forma divulgativa leggera e scorrevole con delle punte di malcelato umorismo, pur basata su studi autorevoli, i cui punti cardine sono stati selezionati e affrontati a discrezione dell’autore. Per una trattazione teologica rimandiamo, oltre che agli studi specialistici, ... Leggi tutto

Interruzione volontaria di gravidanza: fenomenologia di un diritto negato (parte 4)

Alcuni dati sull’aborto I: trend generale ed età I dati disponibili sul sito dell’ISTAT ci mostrano che, generalmente, le donne che si sottopongono ad IGV hanno un’età media di 30-34 anni, sono nubili, con un diploma di scuola media inferiore o superiore ed un’occupazione stabile. Ma, naturalmente, come recitava una vecchia canzone, oltre questi dati ... Leggi tutto

Interruzione volontaria di gravidanza: fenomenologia di un diritto negato (parte 3)

IVG: FENOMENOLOGIA DI UN DIRITTO NEGATO Parte III - Verso l'approvazione della legge n.194 📖 Reportage in 15 parti: una pubblicazione a settimana per fare il punto sull'Interruzione Volontaria di Gravidanza: storia, testimonianze, statistiche per delineare un fatto umano, spesso reso una tortura, fisica e morale. 🔎 Un approfondimento documentato: Oggi rievochiamo l'applicazione della legge 194, ancora in vigore e sotto costante attacco di chi vuole imporre il proprio credo alle scelte personali. ❌ [...] Dalla sua approvazione ad oggi, dopo un iniziale aumento, il numero di aborti inizia a calare grazie alla coesistenza di diversi fattori, come maggiore consapevolezza della propria sessualità e maggiore diffusione di metodi contraccettivi [...]

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